Tre cose scout sulla situazione attuale

Riceviamo una domanda da alcuni capi e condividiamo: come facciamo a fare attività senza fare attività?!?

Dopo i primi tre giorni di limbo da coronavirus, ce lo siamo chiesti più o meno tutti: e quindi? come facciamo che non si fa più attività? la birra di staff al posto della riunione l’abbiamo già fatta… e adesso?

Roberto ci porta un sorriso quest'oggi!⁠ ⁠ #memescout #cov19 https://www.instagram.com/p/B9G66YMF0VU/

Pubblicato da Chiamarsi Capi Scout senza apparenti meriti scoutistici su Venerdì 28 febbraio 2020

Poi leggi questa e per i primi 10 secondi sorridi. Nascondi la leggera vergogna, per avere riso in una situazione tanto difficile, sotto il “cantano e sorridono anche nelle difficoltà” e tiri diritto.

[Paternale mode: ON]
Gli scout si sa, sono talmente presi dall’idea di aiutare gli altri e di far attraversare la vecchietta, che magari non si accorgono che lei dall’altra parte manco ci voleva andare. Un po’ come succede nelle situazioni di emergenza, dove la smania di aiutare, alle volte ci rende un po’ imprudenti. Quindi: pensare prima di agire.
[Paternale mode: OFF]

Certo un po’ di paura ce l’abbiamo tutti, o di angoscia come suggerisce Galimberti nei primi minuti del video.

La lettera inviata dall’AGESCI nazionale, dice:

Pensando ai nostri lupetti, coccinelle, esploratori, guide, rover e scolte bisognosi di incontrarsi ed incontrarci in questo tempo di isolamento sociale, ci dona speranza sapere di poter contare sulla creatività che lo scautismo ed il guidismo da sempre ci permettono di attivare. […] Le Comunità capi, insieme alle proprie Zone e Regioni sapranno trovare le modalità più opportune per continuare a vivere come una comunità, trovando creativamente il modo di coltivare contatti significativi. […] I nostri ragazzi hanno bisogno di noi, gli ultimi presenti nei nostri territori hanno bisogno del nostro sostegno […]

Siamo chiamati, ci ricordano.

Per dare la nostra risposta, ed aiutarvi a dare la vostra, abbiamo provato a mettere insieme riflessioni e idee concrete. Tranquilli: è per punti, che se volete saltarne qualcuno, va poi bene lo stesso.

OSSERVARE

  • è innegabile che quello che sta succedendo ci abbia trovati impreparati, e come potevamo esserlo? siamo spaesati, impauriti e anche un po’ angosciati
  • che cosa ne staranno pensando i miei ragazzi? come la stanno vivendo? magari sono anche contenti che per un po’ non si vada a scuola… ma su dai, alla fine dispiace a tutti non vedere i propri amici…
  • che succederà? quali cambiamenti porterà tutto questo? dobbiamo essere molto responsabili con i nostri comportamenti […] per quanto non sarà semplice trovare un punto di equilibrio, evidentemente lo troveremo (da questo interessante articolo di Francesco Costa)
  • il 4 marzo è uscito il decreto del presidente del consiglio (DPCM): il punto e) dell’articolo 2 dice: è raccomandato ai comuni e agli altri enti territoriali, nonché alle associazioni culturali e sportive, di offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive interdette dal presente decreto, che promuovano e favoriscano le  attività svolte all’aperto, purché svolte senza creare assembramenti di persone ovvero svolte presso il domicilio degli interessati.
    Ci pare, anche qui, di essere chiamati a fare qualcosa, come scout.
  • alla luce di questo decreto, anche l’AGESCI Emilia Romagna si è espressa così, nell’ultima comunicazione del 6 marzo: È il momento di mettere in campo la nostra creatività e, magari, diffondere idee e pratiche che possano mantenere il legame con i nostri associati, rispettando i limiti imposti dal DPCM 
  • La mancanza della celebrazione eucaristica comunitaria deve portarci a riscoprire forme di preghiera in famiglia: genitori e figli insieme, dice il comunicato dei vescovi dell’Emilia Romagna. Anche qui un invito e un’idea su cui lavorare.
TL;DR (se non sai cosa vuol dire, sei un boomer)
La fuori, ma anche un po’ qui dentro, c’è il panico (o peggio, non consapevolezza) e non sono in tanti ad avere le idee chiare su cosa fare e su quanto durerà tutto questo. Tanto meno i miei ragazzi. Io posso fare qualcosa? 

DEDURRE

  • al Convegno di Zona, Fabrizio verso la fine ha fatto una bella considerazione sul tempo nel nostro ambiente educativo: sul vivere le esperienze e trovarne un senso piuttosto che vivere il presente come se contasse solo quello
  • usiamo l’ambiente educativo per aiutare i nostri ragazzi a interpretare quanto sta succedendo, ciascuno di loro troverà una risposta, la propria
  • ci sono almeno tre temi che si possono usare con i ragazzi:
  1. ciò che facevo e avevo prima di oggi, non è poi così scontato: la scuola, i pomeriggi con gli amici, la palestra, lo sport, il corso di inglese, il teatro, il cinema, il catechismo, le relazioni (e ci si può arrivare pensando a che cosa oggi mi manca)
  2. la creatività, la competenza e in generale il sapersela cavare: che cosa ho imparato di nuovo in questa situazione? che cosa ho inventato per passarmela? (e qui, invece di una mancanza, penso alla creazione di qualcosa di nuovo, che oggi posso fare)
  3. l’essere comunità: gran parte dei nostri comportamenti, delle rinunce che facciamo, oltre che tutelare me come individuo, servono per tutelare la comunità tutta, in particolare i più deboli e svantaggiati (anziani, immunodepressi, ecc ecc…) e qui, ci si gioca quindi, il senso di responsabilità di ciascuno
  • pensando al domani: quando finirà tutto questo e faremo di nuovo attività, non possiamo di certo far finta di niente e riprendere tutto come prima, rincorrendo magari il racconto giungla che non abbiamo fatto o partendo di corsa con l’impresa di reparto… non possiamo non “parlare” con loro di tutto questo: dobbiamo fermarci e far riflettere i nostri bambini e i nostri ragazzi su quanto è successo. Nella difficoltà, per quanto grande, dobbiamo poter cogliere anche un’opportunità educativa.
  • pensando all’oggi: è bene inventarsi un modo per farsi sentire e rimanere in contatto, guardare con Speranza e positività alle giornate, ripensare alla comunità
  • una nuova sfida: ripensare ad attività alternative, nel rispetto di alcuni vincoli e disposizioni specifiche (si vedano quelli del DPCM), nell’ottica di preservare la salute di tutti. Spesso noi scout pensiamo più ai contenuti che alla forma, ma in questa occasione anche la forma e la modalità secondo cui facciamo le cose acquisiscono un significato importante.
TL;DR
Ciò che mi è stato dato nella vita non è così scontato. La creatività e la competenza come elementi generativi di qualcosa di nuovo. Il senso delle regole nella comunità. Domani: non posso riprendere l’attività e fare finta che non sia successo nulla. Oggi: devo inventarmi qualcosa per rimanere in contatto.  

AGIRE

Dopo aver pensato, ecco un po’ di idee su cosa, come capi, possiamo fare. Un piccolo elenco di soluzioni già pronte. E’ uno di quegli elenchi che in genere ai campi di formazione e in CoCa dicono sempre che non si deve fare perché non esiste l’attività buona per tutti. Hanno ragione. Vanno di certo ripensate in staff:

  • inventati una o più specialità da far prendere ai tuoi bambini/ragazzi in questo periodo, lascia perdere il fatto che al momento la comunità tutta non può verificarla, fai tu da garante e poi se ne riparla. Ma se la fai, falla bene: fai anche un distintivo da portare per quest’anno sulla camicia. Ancora più in dettaglio:
    1. pregare in famiglia insegnando le preghiere scout (sì, anche quelle dei pasti)
    2. fare una mappa degli amici che si riescono a contattare (anche con mezzi tradizionali cartacei: il vecchio amico di penna ha sempre il suo fascino)
    3. fare una raccolta dei giochi sicuri che si possono fare a casa o all’aperto
    4. fare una mappa dei luoghi del quartiere da esplorare (in solitaria?)

Ma che…⁠ ⁠ #memescout #covid19 https://www.instagram.com/p/B9Y8X0BjuSE/

Pubblicato da Chiamarsi Capi Scout senza apparenti meriti scoutistici su Venerdì 6 marzo 2020
  • crea un mini programma con una serie di video a puntate da mandare ai bambini tramite gruppo whatsapp dei genitori, in cui puoi dare delle piccole attività da fare da soli o con la famiglia. Ah, occhio con i genitori su whatsapp…

Non fate nomi, solo aneddoti! #memescout #weekendrepost https://www.instagram.com/p/B5fLN51DfkB/

Pubblicato da Chiamarsi Capi Scout senza apparenti meriti scoutistici su Sabato 30 novembre 2019
  • fai fare una webradio, o dei podcast, in cui i ragazzi possano raccontare quello che fanno, o che avrebbero voluto fare
  • lancia delle challenge online, tipo quelle che si vedono su tiktok o youtube. Ad esempio, conosci il water bottle flip? solo per dirne una, ma se cerchi ce ne sono tantissime (occhio che ce ne sono alcune di pericolose, quindi magari non inviare link che facciano venire idee strane ai ragazzi. Prendi solo l’idea, adattala e lanciate la sfida di staff ai vostri ragazzi. Non è necessario fare iscrivere a tiktok o youtube)
  • un consiglio: nella scelta degli strumenti online, occhio alla privacy. Privilegia quelli che consentono la costruzione di community private.
  • per specialità e competenze (in branca EG) potreste richiedere ai ragazzi di fare delle stories dove fanno vedere che stanno lavorando per acquisire quelle specialità che hanno richiesto
  • per i più grandi: si può suggerire loro di guardarsi intorno e dare una mano ai più deboli, online abbiamo trovato questa:

L’idea ci sembra buona e sicura (si può fare evitando contatti ravvicinati, tipo mettendola fuori dalla porta). Si può fare anche per le commissioni tipo andare in farmacia o da qualche altro parente.

TL;DR
Scrivete su whatsapp al vostro incaricato di branca per avere qualche idea per fare attività alternativa con i vostri ragazzi. E voi che idee avete? Se ne avete condividiamole! Facciamole girare.

Non diciamo che sia facile, anzi siamo proprio convinti del contrario, ma crediamo che sia più dannoso far finta di niente piuttosto che fare anche solo un piccolo (magari anche maldestro) tentativo per dare ai nostri ragazzi l’opportunità di ripensare a quello che sta succedendo.

E tutto questo funziona se prima, questo tentativo, lo facciamo anche noi capi.

Buona strada!
Il Comitato di Zona

7 commenti su “Tre cose scout sulla situazione attuale”

  1. Grazie, non solo per le idee ma soprattutto per la condivisione. Sicuramente molti gruppi staranno sperimentando nuove idee, ma la condivisione oltre ad arricchire le proposte ci fa sentire fratelli (LS 4).

  2. Tutto qesto è vero, mettiamo in atto il nostro motto con creatività e fantasia che ognuno di noi ha. La mia staff sta facendo tutto questo, specialità presentate con foto e video,giornalino settimanale di sqadriglia, riunioni di sq.e di con.ca via skipe, momento di preghiera tutti insieme alla stessa ora per sentirci uniti e ancora altro. Si può fare, diamo il famoso calcio all’impossibile.

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