Numeri della Zona – Censimenti 2016 #opendata

Anche quest’anno è terminata la grande operazione censimenti.

Siamo 686 in tutto (5 in più dell’anno scorso).

Qui la tabella riassuntiva

E per chi ama i numeri i numeri, ci sono anche quelli dell’anno scorso e degli anni precedenti.

Si parla spesso di opendata, e anche noi facciamo la nostra parte.

Grazie a Corrado che li ha sistemati e resi disponibili (e per quelli che ancora sistemerà)

I sabati delle famiglie

Il servizio in carcere nella realtà di Ferrara per la nostra Associazione nasce nel 2013, momento in cui all’interno della zona si è ravvisata la possibilità di inserirsi come Agesci all’interno di un progetto che prevedeva di promuovere e valorizzare le attività ed i servizi realizzati a favore dei detenuti da parte di Istituzioni, Enti e Organizzazioni di terzo settore all’interno della Casa Circondariale e sul territorio di Ferrara.

Senza titolo1

Abbiamo così partecipato in tre persone alle giornate di formazione organizzate dalla Casa Circondariale, dal Comune di Ferrara ed il Centro Servizi per il volontariato a febbraio 2014, e in quell’occasione ci siamo potuti rendere conto delle realtà già attive e delle attività in cui avremo potuto spenderci ed essere utili come Agesci, con il nostro stile e le nostre competenze.

Abbiamo così inpiduato la realtà del progetto “Sabati delle famiglie”, realizzato dal Centro per le Famiglie del Comune di Ferrara per la facilitazione degli incontri tra padri detenuti e figli dentro il carcere. Affiancandoci così agli educatori che già avevano sperimentato da qualche tempo questi incontri, ci siamo inseriti in questa attività, inizialmente come adulti scout in servizio, e dall’inizio dello scorso anno scout 2014/2015 anche con i rover e le scolte in servizio di clan della zona.

Questo servizio ha reso necessario per noi e i nostri ragazzi un cambio di prospettiva: non ci viene richiesto di animare un gruppo di bambini come siamo abituati a fare, quanto di essere mediatori e facilitatori di una relazione tra padri e figli, in un contesto tanto particolare e delicato come quello del carcere. Gli incontri si svolgono uno o due sabati al mese, ed in tali occasioni vengono di volta in volta predisposte attività libere non strutturate di gioco, attività manuale, lettura ecc.., tutte pensate per offrire delle belle occasioni di gioco e di interazione tra padri e figli.

Ripensando all’attività svolta con continuità dal suo inizio, ci siamo rese conto di alcuni cambiamenti che ci hanno aiutato a trasformare una iniziale difficoltà in una risorsa, per portare “dietro le sbarre” una dimensione famigliare a favore delle famiglie: da una iniziale “estraneità” dalle regole e meccanismi del carcere alla “conoscenza” del contesto e degli operatori ed Agenti con i quali collaborare; dalla “povertà” intesa come difficoltà di trovare una proposta utile che potessimo mettere in atto in una realtà così complessa e “più grande di noi”, alla forza della collaborazione con gli educatori del Comune; dall’assenza di spazi “famigliari” e accoglienti alla creazione di un luogo “nostro” con arredi fissi per uno spazio ad hoc per i bambini all’interno delle sale preposte; da un vissuto di “distanza” dalle storie e linguaggi molto lontani dalla nostra quotidianità e dai vissuti delle famiglie all’utilizzo del gioco come facilitatore di relazioni; dal vivere come difficoltà la “discontinuità” nel numero dei partecipanti, delle famiglie ed età dei bambini che variavano spesso di volta in volta, alla valorizzazione della “ritualità” di uno stile e proposta conpiso, rassicurante per noi e per le famiglie; infine il vissuto di inadeguatezza nei confronti di problematiche tanto complesse, superato attraverso l’attenzione e la cura di quel momento, perché fosse pieno e prezioso per chi vi partecipa.

Lo scorso anno, abbiamo poi arricchito il servizio in carcere dei ragazzi con attività di affiancamento durante l’anno degli stessi educatori del Comune ma nelle attività all’interno dell’Isola del Tesoro, per poter entrare ancora più nello stile che ritrovavamo poi in carcere; quest’anno cercheremo di ampliare le attività dei nostri ragazzi in carcere attraverso la collaborazione anche con altre realtà ed associazioni che operano nel carcere di Ferrara a favore dei detenuti, che inpidueremo via via durante l’anno.

Su piano economico, la Zona di Ferrara ha ottenuto un finanziamento dalla Holding Ferrara Servizi srl di 1500 euro con cui il Comune ha realizzato nel 2014 l’arredo permanente di uno spazio gioco all’interno del carcere per i bambini che fanno visita ai loro familiari detenuti. Parte di questi soldi sono serviti anche ad acquistare materiali per i laboratori.

L’impegno della Zona di Ferrara a favore delle attività di volontariato svolte all’interno della Casa Circondariale da noi e da altri operatori, può essere sostenuto da tutti i gruppi che desiderano contribuire, anche attraverso attività di autofinanziamento o di raccolta di beni e attrezzature necessarie.

Buona strada

Anna Ferretti, Giuditta Flachi e Giovanna Borsari