Mettersi in cerchio, fare memoria e tracciare la rotta per il futuro, è con questo spirito profondo che la Comunità Capi del Gruppo Scout AGESCI Delta del Po 1 ha vissuto l’incontro con il Vescovo.
Non si è trattato di una semplice formalità organizzativa, ma di un vero e proprio cammino di discernimento comunitario, guidato dalla lettura condivisa della propria storia e del proprio Progetto Educativo.
Per presentarsi, i capi hanno scelto un’immagine fortemente identitaria: il leccio, albero simbolo del Boscone della Mesola. Rileggere le pagine che racchiudono la vita del gruppo ha permesso di riscoprire la forza di radici profonde, capaci di attraversare oltre cinquant’anni di sfide educative nel basso ferrarese. Dai primi passi del Mesola 1 fino all’evoluzione in Delta del Po 1, la storia scout si intreccia indissolubilmente con quella del territorio e della Chiesa locale. La Comunità Capi continua ad avere il desiderio di testimoniare un servizio educativo vivo e controcorrente.
In un’epoca segnata dal calo demografico e dalle complessità del post-pandemia, i capi scout scelgono ogni giorno di rimboccarsi le maniche, per i lupetti, gli esploratori e i giovani del clan, offrendo loro ponti verso l’autonomia, il contatto con la natura, la responsabilità e una fede adulta.

Preparare questo momento ha significato anche fare memoria delle storiche visite dei vescovi Maverna e Caffarra, preziosi momenti di reciproca accoglienza e valorizzazione. Oggi, arricchita dall’innesto di tre giovani nuovi capi e dal supporto degli assistenti ecclesiali, la Comunità Capi si presenta al Vescovo non come un’isola, ma come una fronda accogliente, pronta a generare nuovi frutti secondo il progetto di Dio.
Nel ringraziare tutto il gruppo, sua Eccellenza incoraggia a continuare il servizio nonostante le difficoltà reali del territorio e invita ad aprirsi alle nuove sfide del futuro e alle esigenze della società odierna e dei giovani, facendo dell’accoglienza dell’altro un pilastro fondamentale.
